mercoledì 6 febbraio 2008

..poco prima di dormire...


...in questo anonimo mercoledì di Gennaio, dopo una cena in solitario che sa di rimediato, leggo un libro di Rodari e mi accorgo che molta della letteratura per ragazzi finisci per apprezzarla quando diventi piu' grande, quando vanno via i brufoli e ti spunta qualche ruga e non quando quella peluria insignificante al posto dei baffi ,tradisce il tuo incerto fare da viveur.Le poesie di Rodari mi piacciono tutte, ne pubblico una per ragioni di spazio e so che Rita ne sarà contenta...

Una scuola grande come il mondo



C'è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e cosi cosi. .
Ci si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.

Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno può fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.

Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso. !

Gianni Rodari.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Fabio,

Devo dire che questo è veramente un post delizioso e bello.. poi mi ha fatto tanto bene leggerlo perchè proprio oggi avrei tanta voglia di riposarmi di questa scuola-vita.
Poi anche a me piacciono tutte le poesie di Rodari, lo sai bene.. per me sono lezioni di vita, mi fanno ridere e apprezzare le cose semplice, le cose piccole. Peccato che sia cosi', che lo facciamo solo da grandi.. magari nel futuro spero poter insegnare un mio figlio ad apprezzarle ancora da piccolo.
Ti abbraccio e presto spero di poter pubblicare anche io un post cosi' bello.
Tenho saudades de falar contigo.
Baci. Rita

Anonimo ha detto...

A proposito di Rodari...leggi questo racconto quanto è carino..forse mi rispecchia un pò..

La passeggiata di un distratto

- Mamma, vado a fare una passeggiata.
- Va' pure, Giovanni, ma sta' attento quando attraversi la strada.
- Va bene, mamma. Ciao, mamma.
- Sei sempre tanto distratto.
- Si', mamma. Ciao, mamma.

Giovannino esce allegramente e per il primo tratto di strada fa bene attenzione. Ogni tanto si ferma e si tocca.

- Ci sono tutto? Si, - e ride da solo.

E così' contento di stare attento che si mette a saltellare come un passero, ma poi s'incanta a guardaté le vetrine, le macchine, le nuvole, e per forza cominciano i guai.

Un signore, molto gentilmente, lo rimprovera:

- Ma che distratto, sei. Vedi? Hai già perso una mano.
- Uh, è proprio vero. Ma che distratto, sono.

Si mette a cercare la mano e invece trova un barattolo vuoto. Sarà proprio vuoto? Vediamo. E cosa c'era dentro prima che fosse vuoto? Non sarà mica stato sempre vuoto fin dal primo giorno...

Giovanni si dimentica di cercare la mano, poi si dimentica anche del barattolo, perché ha visto un cane zoppo, ed ecco per raggiungere il cane zoppo prima che volti l'angolo perde tutto un bràcao. Ma non se ne accorge nemmeno, e continua a correre.

Una buona donna lo chiama: - Giovanni, Giovanni, il tuo braccio!

Macché, non sente.

Pazienza, - dice la buona donna. - Glielo porterò alla sua mamma.

E va a casa della mamma di Giovanni.

- Signora, ho qui il braccio del suo figliolo.
- Oh, quel distratto. Io non so piu' cosa fare e cosa dire.
- Eh, si sa, i bambini sono tutti cosi.

Dopo un po' arriva un'altra brava donna.

- Signora, ho trovato un piede. Non sarà mica del Giovanni?
- Ma si che è suo, lo riconosco dalla scarpa col buco. Oh, che figlio distratto mi è toccato. Non so piu' cosa fare e cosa dire.
- Eh, Si sa, i bambini sono tutti così.

Dopo un altro po' arriva una vecchietta, poi il garzone del fornaio, Poi un tranviere, e perfino una maestra in pensione, e tutti portano qualche pezzetto di Giovanni: una gamba, un orecchio, il naso.

Ma ci può essere un ragazzo piu' distratto del mio?

- Eh, signora, i bambini sono tutti Così

Finalmente arriva Giovanni, saltellando su una gamba Sola, senza piu' orecchie nè braccia, ma allegro come sempre, allegro come un passero, e la sua mamma scuote la testa, lo rimette a posto e gli dà un bacio.

- Manca niente, mamma? Sono stato bravo, mamma?
- Sì Giovanni, sei stato proprio bravo.


Baci

rita ha detto...

Fabio,
grazie del tuo commento nel mio blog.
cerchero' di essere perseverante e ottimista e se ogni tanto mi dimentico, ricordamelo! :D
baci.

PS: questo racconto è anche bellissimo. Troppo divertente!